Connect
To Top

L’Islamizzazione silenziosa

“Per l’Islam la condizione dell’uomo cambia nel momento in cui ci si sottomette ai dettami stessi dell’Islam.”

L’aspetto del tema L’islamizzazione silenziosa che proveremo ad analizzare ora è quello storico e biblico-teologico.

di Cristian Viglione

L’aspetto del tema L’islamizzazione silenziosa che proveremo ad analizzare ora è quello storico e biblico-teologico.

Il mio intervento sarà quindi organizzato in 2 parti:

1)La prima parte, quella più storica, cercherà di rispondere alla domanda: Come si relaziona in Italia la Chiesa cattolico-romana, in quanto maggioritaria per numeri, cultura e tradizione, alla questione?

2)La seconda parte, quella biblico-teologica, cercherà di offrire la soluzione alla questione alla luce della Scrittura, della Parola di Dio, della Bibbia.

Cominciamo il nostro percorso.

1)Come si relaziona in Italia la Chiesa cattolico-romana alla questione?

Dal Concilio Vaticano II al Documento sulla fratellanza umana. Per la pace e la convivenza comune.

È innegabile che sia accaduto qualcosa nella Chiesa cattolico-romana perché, alla luce della storia, prima si vedeva l’altro, chiunque esso fosse, come una minaccia ed ora lo si considera, oltre ad accoglierlo, un “fratello”, chiunque esso sia.

Non è necessario tornare indietro nel tempo fino alle crociate per comprendere questa situazione oggettiva: durante le crociate si combatteva con le armi per liberare la Terra santa dagli occupanti islamici.

Ora, nel 2019, la Chiesa cattolico-romana li considera addirittura “fratelli” e “figli di Dio” anche se l’Islam sostiene chiaramente che Dio non ha figli…

Questa apertura, questo abbraccio all’Islam ed alle altre religioni, o meglio, alle religioni non cristiane, non è qualcosa che si è inventato papa Francesco, svegliandosi una mattina e dicendo: “Ah, i musulmani sono miei, e nostri, fratelli!!!”.

Non è così.

Non si potrebbe neppure asserire che, cambiando papa, cambierebbero le cose: ad esempio Benedetto XVI è un conservatore e con lui saremmo andati in un’altra direzione, mentre Francesco è progressista e sta aprendo le porte all’Islam.

Certo, le diverse inclinazioni politiche dei due papi sono innegabili, ma entrambi devono rapportarsi a quanto il magistero ha espresso, a quanto i concili di tutta la Chiesa cattolico-romana hanno partorito.

Soprattutto il Concilio Vaticano II, non essendocene stati di successivi, va preso in totale considerazione.

Ora, è proprio con il Concilio Vaticano II che cambiano le cose rispetto a prima, in quanto esso è concentrato sulla riconsiderazione, e rivalutazione, di che cosa sia, di come dovrebbe essere struttura e di come si dovrebbe rapportare con chi sta al di fuori di essa, la Chiesa cattolico-romana.

È da questo punto che bisogna partire per comprendere il nostro tema.

Anche il dialogo ecumenico, cioè il dialogo tra le 3 confessioni cristiane (cattolico-romana, ortodossa e protestante/evangelica), da parte cattolico-romana, affonda le sue radici nella rivalutazione di sé della Chiesa di Roma.

Analizziamo nello specifico questo aspetto.

Partiamo dal dialogo ecumenico per poi arrivare al dialogo interreligioso, cioè il dialogo tra cristiani e non cristiani, per essere più precisi.

L’interesse al dialogo ecumenico nasce successivamente al Concilio Vaticano II, quando per la prima volta si ammettono elementi di salvezza nelle Chiese cristiane non cattolico-romane, per esempio nel decreto Unitatis Redintegratio che parla appunto delle relazioni con le altre confessioni cristiane.

Prima del Concilio Vaticano II la concezione dominante di ecumenismo era quella di “ritorno all’ovile”, oppure di ritorno del figlio prodigo alla casa del Padre, in questo caso della “madre Chiesa Cattolica”. Tutto ruota attorno alla figura del Pontefice romano: chi ne riconosce l’autorità, e quindi torna in seno alla Chiesa cattolico-romana, allora preserva l’unità della Chiesa di Cristo e la vera fede [1]. Poco alla volta prende piede la concezione di “Ecumenismo di dialogo”, e questo appunto fu una vera “rivoluzione copernicana” perché il centro non è più la Chiesa cattolico-romana, ma Gesù Cristo, “Luce delle Genti”. In questo contesto l’adagio di Cipriano, Extra ecclesiae nulla salus, al di fuori della Chiesa, intesa come Chiesa cattolico-romana, non c’è salvezza, tanto caro anche al Concilio di Trento, cede il passo a ciò che invece è tanto caro a Martin Lutero, Extra Christi nulla salus, al di fuori del Cristo non c’è salvezza [2]. In più la Chiesa cattolico-romana, oltre a questo cambio di visuale con le altre confessioni cristiane, nella dichiarazione Nostra aetate, incentrata sul dialogo interreligioso, sottolinea come le religioni non cristiane siano espressioni, meno perfette delle Chiese cristiane, ma sempre valevoli, della religione divina e quindi sono cammini che conduco realmente a Dio e alla salvezza. Esistono insomma i famosi semi del verbo sparsi in tutto il mondo. Questo nuovissimo approccio della Chiesa cattolico-romana a ciò che avviene al di fuori di essa nasce dalla riflessione, e presa di posizione, su ciò che è la Chiesa in sé e per sé, e trova la sua base nella famosa affermazione della Costituzione conciliare Lumen Gentium al numero 8:

Questa Chiesa, in questo modo costituita e organizzata come società, sussiste (subsistit in) nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui, ancorché al di fuori del suo organismo si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità che appartengono propriamente per dono di Dio alla Chiesa di Cristo, spingono verso l’unità cattolica [3].

L’affermare che la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolico-romana significa che la Chiesa di Cristo non è esclusivamente la Chiesa cattolico-romana, visibile nel suo apparato gerarchico, al quale si appartiene per fede, attraverso il battesimo e nella sottomissione ai pastori legittimi, ma che è una realtà più ampia, più vasta, che abbraccia anche le altre confessioni cristiane. Da ciò si può tranquillamente dedurre che la grazia salvifica può essere concessa anche al di fuori della Chiesa cattolico-romana. Quindi i cristiani non cattolico-romani sono addirittura in comunione imperfetta, ma comunque in comunione, con la Chiesa di Roma. Si può facilmente comprendere che, solamente con questi presupposti, è stato possibile cominciare un percorso di dialogo con le altre confessioni cristiane consenzienti ed anche con le religioni non cristiane.

Ecco qui il punto che si vuole maggiormente sottolineare in questa sede.

Citiamo proprio il decreto Nostra Aetate al numero 2:

La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscono da quanto essa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini. Firmato Paolo VI il 28 ottobre 1965 [4].

Tra le religioni che riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini c’è anche l’Islam.

È da qui che prende piede lo sviluppo del dialogo con la religione musulmana fino ad arrivare al Documento sulla fratellanza umana. Per la pace mondiale e la convivenza comune, firmata da papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb in occasione del viaggio apostolico di Francesco negli Emirati Arabi Uniti dal 3 al 5 febbraio 2019.

Questo documento esordisce così:

La fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare. Dalla fede in Dio, che ha creato l’universo, le creature e tutti gli esseri umani- uguali per la Sua Misericordia-, il credente è chiamato a esprimere questa fratellanza umana, salvaguardando il creato e tutto l’universo e sostenendo ogni persona, specialmente le più bisognose e povere [5].

A prima vista queste parole potrebbero sembrare buone, anzi, ottime: siamo tutti esseri umani, siamo tutti uguali davanti a Dio e dovremmo fare del bene soprattutto ai poveri ed ai bisognosi. Se fosse così allora saremmo tutti noi esseri umani fratelli, quindi, uniti dalla fede in Dio, saremmo tutti figli di Dio per la Sua Misericordia.

Già su questo esordio del documento ci sarebbero moltissime cose da dire.

Poniamoci queste domande:

Siamo davvero tutti fratelli?

Siamo davvero tutti figli di Dio per Sua Misericordia?

Ricordiamo che tale documento è firmato da un “cristiano”, Francesco, e da un “musulmano”, Ahmad Al-Tayyeb.

Per l’Islam Allah NON HA FIGLI:

Sura 4,17 Perché Dio è un Dio solo, troppo alto e glorioso per avere un figlio;

Sura 6,101 Creatore originale dei cieli e della terra come potrebbe egli avere una compagna e se lui da solo ha creato tutte le cose? Per il Cristianesimo NON SI NASCE FIGLI DI DIO, ma si diventa credendo in Gesù, riconoscendolo come il Cristo, il Figlio del Dio vivente, pienamente uomo e pienamente Dio.

Giovanni 1,11-13 Egli è venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto, ma a tutti coloro che l’hanno ricevuto, egli ha dato autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio.

Rimanendo su questo elemento, riprendendo le due Sure prima citate, si deve concludere che per l’Islam Gesù non è, e non può essere, il Figlio di Dio, Dio stesso, infatti viene considerato solamente un uomo.

Per il Cristianesimo invece Gesù stesso afferma:

Io e il Padre siamo uno, Giovanni 10,30

Anche gli accusatori del Maestro di Nazareth, i religiosi del tempo, confermano ciò, andando però nella direzione opposta, accusandolo di bestemmia, calunnia, blasfemia:

Noi non ti lapidiamo per nessuna opera buona, ma perché tu che sei uomo ti fai Dio, Giovanni 10,33

Ecco allora che, non riconoscendo la divinità di Gesù ma solamente la sua umanità, l’Islam non riconosce neppure il Dio Trinitario proprio del Cristianesimo, ma Dio è unitario.

Come si può allora parlare di essere figli del medesimo Dio?

Ancora più esplicitamente, come si può parlare di medesimo Dio?

Allah e YHWH, il Padre di Gesù, sono lo stesso Dio?

Per quanto riguarda la salvezza dal peccato, il Cristianesimo sottolinea l’assoluta centralità del sacrificio, espiatorio e sostitutivo, di Gesù sulla croce che, attraverso il suo sangue versato, ha redento il mondo. Solamente accogliendo Gesù nel proprio cuore, riconoscendolo come il Cristo, il Figlio di Dio, pienamente uomo e pienamente Dio, il peccato viene perdonato e si diventa figli adottivi di Dio.

Figli di Dio non si nasce, ma si diventa.

Allora, da parte cristiana, tanto più da parte islamica, l’affermazione le creature e tutti gli esseri umani- uguali per la Sua Misericordia- è teologicamente sbagliata, proprio perché:

a)l’essere umano nasce lontano da Dio a causa del peccato e rinasce a figlio di Dio, accogliendo Gesù nel proprio cuore. La condizione peccaminosa e corrotta non è per Misericordia di Dio, ma per il peccato dell’uomo stesso. La Misericordia di Dio avviene per modificare questa condizione, attraverso la giustificazione, cioè il rendere giusto colui che giusto non è e non può esserlo con le proprie forze, in virtù del sacrificio di Gesù sulla croce. Questo per il Cristianesimo.

b)per l’Islam la condizione dell’uomo cambia nel momento in cui ci si sottomette ai dettami stessi dell’Islam. Gesù viene considerato solamente un profeta, non è morto lui sulla croce, ma qualcuno che gli somigliava, e quindi non è mai risorto.

Sura 4,157-158 Dissero: “Abbiamo ucciso il Cristo, Gesù figlio di Maria, messaggero di Dio”, mentre né lo uccisero né lo crocifissero, bensì qualcuno fu reso ai loro occhi simile a lui, e in verità coloro la cui opinione è divergente a questo proposito son certo in dubbio né hanno di questo scienza alcuna, bensì seguono una congettura, ché, per certo, essi non lo uccisero, ma Iddio lo innalzò a sé, e Dio è potente e saggio.

Vorrei citare ancora un altro passaggio del documento:

Il dialogo tra i credenti significa incontrarsi nell’enorme spazio dei valori spirituali, umani, sociali e comuni, e investire ciò nella diffusione delle più alte virtù morali, sollecitate dalle religioni; significa anche evitare le inutili discussioni.

Che cosa significa?

Mettiamo da parte le nostre identità, il nostro essere singolare e specifico per dirci credenti in uno stesso Dio?

Ciò che distingue maggiormente è appunto la figura di Gesù, assoluta e centrale nel Cristianesimo, e periferica nell’Islam. Questo non può essere negato e non si può chiudere gli occhi sulla enorme differenza tra le parti.

Com’è possibile allora affermare ciò che si è dichiarato nel Documento sulla fratellanza universale?

È possibile mettere sullo stesso piano Islam e Cristianesimo?

Si può affermare, ribadiamo il quesito, che musulmani e cristiani siano credenti nello stesso Dio?

La Chiesa cattolico-romana con questo Documento sulla fratellanza umana mostra palesemente di aver imboccato la strada del cosiddetto sincretismo, ma, come si è cercato di analizzare in precedenza, l’apertura a ciò è avvenuta già dal Concilio Vaticano II.

Che cos’è il sincretismo?

Per descrivere questo concetto desidero citare quanto affermato dall’apostolo Paolo in 2. Timoteo 4,3-4, Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole.

Queste parole di Paolo sono quanto mai adatte per descrivere ciò che sta prendendo sempre più piede nella società e quindi hanno addirittura una portata profetica: la società post-moderna attuale, “la società liquida” come viene definita del sociologo polacco di origini ebraiche Zygmund Bauman, è caratterizzata dal fatto che ogni pensiero, ogni possibilità, ogni filosofia, ogni religione, ogni cosa viene posta sullo stesso piano delle altre, smontando e confondendo le identità, generando così incertezza, disagio e smarrimento perché si va a perdere ogni punto di riferimento stabile. Oltre a ciò l’apostolo Paolo definisce una netta differenziazione tra sana dottrina, sano insegnamento, che è in riferimento a verità, e favole che sono in riferimento a maestri secondo le proprie voglie. Le voglie, i desideri, di alcuni “maestri” portano fuori strada nella comprensione della rivelazione di Dio, per questo è necessario rimanere fermi al sano insegnamento trasmesso dagli apostoli.

Il relativismo, il qualunquismo, il globalismo della società attuale tende a spogliare il Cristianesimo del suo insegnamento, mescolandolo con altre “religioni” e creando appunto quello che si chiama sincretismo.

La parola Sincretismo deriva dal greco Συγκρητισμός e significa “coalizzarsi di cretesi”. Normalmente i cretesi erano in lotta tra di loro però, dal momento che avanzava il nemico comune, a volte si univano.

Nel XVI e XVII secolo il termine assume il significato appunto di “fusione”, “mescolanza” ed anche di “confusione”, “ibridismo”.

Vorrei analizzare ancora più profondamente questo aspetto così cruciale oggi.

Il sincretismo parte dal basso e si eleva verso l’alto, cioè vengono poste tutte le religioni sullo stesso piano, puramente umano, e vengono considerate in egual misura vie per arrivare a Dio. Una vale l’altra.

La rivelazione contenuta nella Scrittura invece non parte dal basso, dall’uomo, ma proviene dall’alto, da Dio che rivela sé stesso all’uomo in modo antropologicamente comprensibile. In questo caso si può ben notare che una via non vale l’altra, ma è Dio che la rivela all’uomo.

Sorprende quindi che un cristiano, o meglio, una Chiesa che pretende di essere cristiana, che per secoli ha preteso di essere l’unica vera Chiesa di Cristo, oggi si consideri una via tra le altre e, come osservato in precedenza, identifichi il Dio trinitario, nel quale sostiene di credere, con il Dio unitario proprio dell’Islam.

Nella prospettiva sincretista, dal momento che ogni via per arrivare a Dio è uguale all’altra, allora Gesù viene spogliato della sua pretesa di essere l’unica via per arrivare al Padre, anche se Lui stesso afferma in Giovanni 14,6, Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non attraverso di me.

E se Gesù viene abbassato ad essere “una” via tra le tante, non più “la” via, allora il

sincretismo non può che proporre una relativizzazione di Gesù, spogliandolo anche

della sua natura divina, riducendolo ad esclusivo essere umano, smentendo le stesse

parole di Gesù, già citate in precedenza, in Giovanni 10,30, Io e il Padre siamo uno.

In questo modo la visione del sincretismo si pone dalla parte degli accusatori di Gesù che lo condannano per bestemmia.

Tale discorso potrebbe ancora essere accettato da uno studioso di antropologia delle religioni, anche se non prenderebbe sul serio le parole di Gesù che, unico tra i “leader religiosi” insieme a Mosè, Maometto, Buddha…, dice di essere Dio. Assolutamente da rigettare tale discorso da un cristiano o, ancora peggio, da una Chiesa che pretende di dirsi cristiana.

Nella prospettiva sincretista anche l’evangelizzazione è esclusa dai giochi in quanto inutile e pretenziosa: far conoscere sé stesso agli altri va bene, ma non proporre il proprio credo come medicina per il male esistenziale, per il peccato.

Veniamo a questo punto alla seconda parte della nostra riflessione.

2)Qual è la soluzione all’islamizzazione silenziosa da parte del Cristianesimo alla luce della Scrittura?

Innanzitutto, come dice la parola stessa,

se il cristianesimo non fosse cristocentrico, non sarebbe.

Di fronte ad un sincretismo dilagante che porta addirittura a togliere Gesù dalla società, relegandolo ad essere marginale, lo scopo sempre più urgente del cristiano è quello di riportare Gesù nel posto centrale che gli compete.

È necessario annunciare chi è davvero Gesù, la sua vera natura, ed il significato della sua morte in croce, affinché tutti possano essere posti di fronte alla possibilità di accoglierlo o meno. Di fronte al Figlio di Dio perciò esistono solamente 2 strade: o lo scandalo, l’inciampo, o la fede.

Gli elementi della fede in Gesù, che è radicata nella storia e nella cultura occidentale, per quanto ci riguarda, ha come espressione anche le feste cristiane, Natale, Pasqua, l’Ascensione al cielo di Cristo, la Pentecoste, con le relative recite nelle scuole, lo stare in famiglia, il riunirsi insieme. Anche i crocefissi, o croci, non dovrebbero essere rimossi dai luoghi pubblici. Insomma, tutto ciò che rimanda in un modo o nell’altro alla fede cristiana non è per nulla da eliminare. Altrimenti tutta la storia, l’identità e la cultura occidentale cadrebbero rovinosamente e lascerebbero spazio ai “minestroni” che non sanno di nulla e scontentano tutti.

Un cristiano comunque non può abdicare al compito che Gesù stesso, il Re dei re e

Signore dei signori, gli ha dato, nel cosiddetto Grande Mandato:

Andate, dunque, e fate discepoli di tutte le nazioni, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo. Amen.

Matteo 28,19-20.

Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni: in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria, e fino all’estremità della terra, Atti 1,8

Perché un compito del genere?

Perché una testimonianza così centrale e senza apertura ad altro al di fuori di Gesù?

L’apostolo Paolo è chiaro e non lascia spazio a diverse interpretazioni, non lascia spazio alle favole:

Infatti: “Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato”.

Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto?

E come crederanno in colui nel quale non hanno udito parlare?

E come udiranno, se non c’è chi predichi?

E come predicheranno, se non sono mandati?

Come sta scritto: “Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano buone cose!”.

Romani 10,13-17

E qual è il nome da invocare per poter essere salvati?

Lo stesso apostolo Paolo lo spiega chiaramente in Filippesi 2,9-11

Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sottoterra ed ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Quindi il nome da invocare per essere salvati è Gesù, Yeshùa in ebraico, che significa Yah salverà, YHWH salverà.

L’apostolo Pietro davanti al sinedrio non teme di annunciare l’Evangelo e l’esclusività della salvezza in Gesù,

Capi del popolo e anziani d’Israele, se oggi noi siamo esaminati intorno ad un beneficio fatto ad un uomo infermo, per sapere come egli è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò che è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù di lui compare davanti a voi quest’uomo completamente guarito. Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è divenuta testata d’angolo- E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati. Atti degli apostoli 4,8-12.

Questo è il centro, il cuore, del Cristianesimo, questa è la Buona Notizia, l’Evangelo,

Questa è la parola della fede che noi predichiamo; poiché se con la tua bocca avrai confessato il Signore Gesù, e nel tuo cuore avrai creduto che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore, infatti, si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: “Chiunque crede in lui non sarà svergognato”, Romani 10,8b-11.

Ecco perché non bisogna abdicare al compito che Gesù ha dato ad ogni suo discepolo di tutti i tempi e di tutti i luoghi, al grande mandato, perché lo scopo è quello di portare le persone ad invocare il nome del Signore Gesù per essere salvate.

L’apostolo Paolo indica 5 passaggi per arrivare ad invocare il nome di Gesù, partendo dall’ultimo fino ad arrivare al primo:

5)invocare, in greco ἐπικαλέω, che significa chiamare, invocare, ed è rivolto a Dio, quindi urlare, gridare a Lui, chiedendo la sua presenza;

4)credere, in greco πιστεύω, cioè avere fede, affidarsi a Gesù;

3)udire, in greco ἀκούω.

2)Predicare, in greco κηρύσσω, cioè proclamare, annunciare.

Da questa parola viene anche κήρυγμα, cioè predicazione

1)Inviato, mandato, in greco ἀπόστολος

Allora, se nessuno venisse inviato dal Signore a predicare l’Evangelo, nessuno lo potrebbe udire e quindi nessuno potrebbe credere, avere fede, e quindi nessuno invocherebbe il nome del Signore Gesù.

Paolo rafforza appunto ciò, affermando che la fede viene dall’ascolto della Parola di Dio. Questa è la via per la giustizia vera di Dio.

Ecco allora che il rimedio al sincretismo, e all’islamizzazione, è rimanere fermi nella propria fede in Gesù e testimoniarlo senza paura e senza scendere a compromessi con il mondo.

Note:

[1] Pastor Aeternus cap.3 (riguardante l’infallibilità del romano pontefice): Proclamiamo quindi e dichiariamo che la Chiesa Romana, per disposizione del Signore, detiene il primato del potere ordinario su tutte le altre, e che questo potere di giurisdizione del Romano Pontefice, vero potere episcopale, è immediato: tutti, pastori e fedeli, di qualsivoglia rito e dignità, sono vincolati, nei suoi confronti, dall’obbligo della subordinazione gerarchica e della vera obbedienza, non solo nelle cose che appartengono alla fede e ai costumi, ma anche in quelle relative alla disciplina e al governo della Chiesa, in tutto il mondo. In questo modo, avendo salvaguardato l’unità della comunione e della professione della stessa fede con il Romano Pontefice, la Chiesa di Cristo sarà un solo gregge sotto un solo sommo pastore. Questa è la dottrina della verità cattolica, dalla quale nessuno può allontanarsi senza perdita della fede e pericolo della salvezza …Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia!: sia anatema. Firmato Pio IX il 18 luglio 1870. http://www.vatica.va//content/pius-ix/it/documents/constitutio-dogmatica-pastor-aeternus-18-iulii-1870.html

[2] Unitatis Redintegratio n.23 (riguardo ai protestanti): La vita cristiana di questi fratelli è alimentata dalla fede in Cristo e beneficia della grazia del battesimo e dell’ascolto della parola di Dio. Si manifesta poi nella preghiera privata, nella meditazione della Bibbia, nella vita della famiglia cristiana, nel culto della comunità riunita a lodare Dio. Del resto il loro culto mostra talora importanti elementi della comune liturgia antica. La fede con cui si crede a Cristo produce i frutti della lode e del ringraziamento per i benefici ricevuti da Dio; a ciò si aggiunge un vivo sentimento della giustizia e una sincera carità verso il prossimo. E questa fede operosa ha pure creato non poche istituzioni per sollevare la miseria spirituale e corporale per l’educazione della gioventù, per rendere più umane le condizioni sociali della vita, per stabilire ovunque una pace stabile. Anche se in campo morale molti cristiani non intendono sempre il Vangelo alla stessa maniera dei cattolici, né ammettono le stesse soluzioni dei problemi più difficili dell’odierna società, tuttavia vogliono come noi aderire alla parola di Cristo quale sorgente della virtù cristiana e obbedire al precetto dell’Apostolo:”Qualsiasi cosa facciate, o in parole o in opere, fate tutto nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui” (Col 3,17). Di qui può prendere inizio il dialogo ecumenico intorno alla applicazione morale del Vangelo. Firmato Paolo VI, Vescovo della Chiesa Cattolica, il 21 novembre 1964. http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html

[3] http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html

[4] http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decl_19651028_nostra-aetate_it.html

[5] http://w2.vatican.va/content/francesco/it/travels/2019/outside/documents/papa-francesco_20190204_documento-fratellanza-umana.html

Pastore Cris Viglione – Diritti riservati

Chiesa evangelica libera di Vicenza

Facebook: Cris Viglione

e-mail: cris.viglione@libero.it

Canale YouTube: Cristian Viglione

www.chiesaevangelicavicenza.it

Scarica articolo in formato pdf

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Attualità

Privacy Policy

Copyright © 2020 Comunicazioni Cristiane