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Appello alla preghiera per l’Armenia e per un pastore iraniano

“La preghiera è necessaria per proteggere ciò che è stato conquistato dal popolo e continuare il cammino verso la libertà, la giustizia e le opportunità per tutti”.

Armenia, la prima nazione ad adottare il Cristianesimo come religione di stato, 301 d.C. 

Inoltre pregheremo pure per Nasser Navard Gol-Tapeh, un convertito iraniano in carcere che si è visto rifiutare la terza richiesta di un nuovo processo. Nasser, in carcere dal 2018,  sta scontando una condanna a 10 anni nel carcere di  Evin di Teheran a causa della sua appartenenza a una chiesa che si riunisce in casa, per la quale è stato condannato nel luglio 2017 per “aver agito contro la sicurezza nazionale”

Nella sua ultima petizione per un nuovo processo, Nasser ha sostenuto, con l’aiuto del collega detenuto e avvocato per i diritti umani Amirsalar Davoudi, di non aver fatto nulla che “costituisca un crimine legalmente definito”. Fonte: https://christiannews.net/2020/11/15/iranian-christian-imprisoned-for-membership-in-house-church-loses-third-request-for-retrial/

FOCUS PAESE: ARMENIA 

PUNTI DI PREGHIERA

 – Pregate perché Cristo sia glorificato e seguito come Verbo vivente e Signore della Chiesa armena. 

– Pregate per la diaspora armena affinché preghi per l’evangelizzazione tra gli armeni che vivono all’estero e che diventino seguaci di Cristo.  

  • Pregate affinché l’Armenia sia una luce tra i suoi vicini musulmani e stabilisca con loro rapporti di fiducia e di cooperazione. 

SOMMARIO redatto da prayercast.com prima del conflitto del mese di novembre 2020

Fu sul suolo armeno che la prima nazione cristiana fu fondata più di 1700 anni fa.  La chiesa armena, con la sua ricca storia teologica, si intreccia con l’identità armena, intrisa della cultura del suo popolo.  Ospitali e generosi, gli armeni hanno scolpito una vita ricca di arte, storia e comunità nelle aspre montagne e nelle fertili valli vulcaniche dell’Asia occidentale.

Da quando ha ottenuto l’indipendenza dall’ex Unione Sovietica nel 1991, l’Armenia si è adattata con successo alla privatizzazione degli affari, all’agricoltura stabile e a un governo democratico.  Il conflitto è sorto nel 1988 quando il Nagorno-Karabakh, un comune per lo più armeno all’interno del vicino paese dell’Azerbaigian, ha votato per la secessione e l’adesione all’Armenia. Questo atto è stato la scintilla che ha infiammato i Paesi vicini in un conflitto armato che ha causato oltre 30.000 vittime. Anche se ora in un cessate il fuoco, la questione ha spinto l’Azerbaigian a mettere in atto un embargo economico tra i due Paesi che ha influenzato negativamente il commercio armeno, rendendo più costoso il carburante e il cibo importato.  Anche la Turchia, altro Paese confinante, si è rifiutata di assumersi la responsabilità di un genocidio che tra il 1915 e il 1917 ha causato la morte di oltre un milione di armeni.  Questo disaccordo ha creato tensioni tra le due nazioni e ha ostacolato la crescita e lo sviluppo dell’Armenia. 

Sebbene l’Armenia abbia un forte legame con la storia cristiana, la lettura della Bibbia è rara.  Tuttavia, è stata pubblicata una Bibbia appena tradotta che si spera possa riaccendere il fuoco spirituale del popolo armeno.  La Chiesa evangelica armena e i battisti hanno iniziato a crescere di numero accanto alla confessione ortodossa, e pregano affinché il perdono tra l’Armenia e la Turchia sia raggiunto e che si trovi una soluzione con l’Azerbaigian che permetta ad entrambe le parti del conflitto di trovare la pace e la riconciliazione attraverso la grazia di Cristo. Fonte: prayercast.com

N.B. In Armenia c’è una minoranza evangelica stimata intorno alle 40mila unità. 

Due anni fa, in mezzo alle proteste contro la corruzione, una credente armena dichiarò: “La preghiera è necessaria per proteggere ciò che è stato conquistato dal popolo e continuare il cammino verso la libertà, la giustizia e le opportunità per tutti”. 

APPROFONDIMENTO sulla situazione politica

UN ARTICOLO DI www.internazionale.it

La sconfitta dell’Armenia ribalta gli equilibri nel Caucaso

Pierre Haski, France Inter, Francia

11 novembre 2020

Dopo un mese di guerra sul destino dell’enclave del Nagorno Karabakh abbiamo un vincitore militare, l’Azerbaigian, e due vincitori politici, la Russia e la Turchia.

La guerra è stata scatenata dall’Azerbaigian per mettere fine al “conflitto congelato” sul Nagorno Karabakh, territorio situato all’interno del paese ma popolato da armeni. Da trent’anni la situazione era ormai bloccata, in seguito a una guerra vinta dall’Armenia. 

Ma oggi il rapporto di forze è cambiato: l’Azerbaigian, forte delle ricchezze derivate dagli idrocarburi e di una popolazione tre volte più numerosa di quella armena, ha modernizzato il suo esercito e si è imposto sul campo. Le armi moderne in possesso degli azeri sono state fornite dalla Turchia, ma anche da Israele. E hanno fatto la differenza.

https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2020/11/11/nagorno-karabakh-armenia-sconfitta

https://comunicazionicristiane.it/wp-content/uploads/2020/11/Preghiera-16.pdf scarica tutto l’articolo di Comunicazioni Cristiane

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